La vendemmia 2025 in Italia si presenta come una annata promettente sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo
La vendemmia 2025 in Italia si appresta a realizzare una quantità in crescita, con una produzione stimata intorno ai 47,4 milioni di ettolitri, che rappresenta un incremento del 8% rispetto al 2024. Le uve sono in buona salute grazie a condizioni climatiche favorevoli soprattutto nella fase primaverile, e si prevede un’ottima qualità, in particolare per i vini rossi. Alcune regioni, come la Sicilia, mostrano una vendemmia abbondante e di alta qualità, mentre zone del Centro-Nord potrebbero registrare un leggero calo quantitativo. La vendemmia è iniziata anticipatamente in molte aree, con raccolte che mostrano uve sane e ben equilibrate nei profili organolettici. Tuttavia, ci sono alcune preoccupazioni legate al mercato, che rimane fragile a causa di domanda debole, dazi e giacenze elevate. Le temperature miti hanno favorito una maturazione equilibrata, anche se rallentata, con un rinvio della raccolta di circa una settimana rispetto agli ultimi anni in alcune regioni.
Previsioni regionali
Le regioni italiane con gli aumenti di produzione più grandi nella vendemmia 2025 – stando ai dati di Unione Italiana Vini – sono principalmente al Sud e in alcune aree del Nord. Il Sud Italia guida la crescita produttiva con un balzo del +19%, soprattutto grazie alla Puglia con +17%. Anche Sicilia e Abruzzo contribuiscono con buone performance. Nel Nord-Ovest la crescita è dell’8%, con la Lombardia in netta ripresa (+15% rispetto al 2024) e nel Nord-Est la crescita è più contenuta (+3%), con incrementi significativi in Friuli-Venezia Giulia (+10%) e Trentino-Alto Adige (+9%), mentre il Veneto cresce solo del 2%. Al Centro, la produzione cala complessivamente del 3%, con la Toscana in netto calo (-13%), nonostante aumenti di Umbria (+10%), Marche (+18%) e Lazio (+5%). Quindi, le regioni con gli aumenti maggiori sono Marche (+18%), Puglia (+17%), Lombardia (+15%), Friuli-Venezia Giulia (+10%) e Umbria (+10%).
Il 59,6% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto. Il 55,1% del vino detenuto è a DOP, il 26,6% a IGP, i vini varietali costituiscono appena l’1,3% del totale. Il 17,1% è rappresentato da altri vini. Le giacenze di vini a Indicazione Geografica sono molto concentrate; infatti, 20 denominazioni su 526 contribuiscono al 57,9% del totale delle giacenze.

֎ ֎ ֎
Alla recente presentazione a Roma delle Stime Vendemmiali di Assoenologi, ISMEA e UIV, il Presidente di Unione italiana Vini Lamberto Frescobaldi ha dichiarato che “L’annata è eccellente per qualità, ma non per le quantità. Alle attuali condizioni di mercato, sarà difficile garantire la giusta remunerazione alla filiera con una vendemmia da oltre 47 milioni di ettolitri”, ai quali si aggiungeranno verosimilmente circa 37 milioni di ettolitri di vino in cantina.
E sul mercato “Ci troviamo a fare i conti con difficoltà che non riguardano solo l’Italia, ma tutti i Paesi produttori” ha aggiunto Frescobaldi. “La qualità del nostro vino è indiscussa, ma se è troppo fa perdere valore al comparto. In questo momento storico proponiamo di rivedere gli schemi produttivi, a partire dall’impianto legislativo del Testo Unico, con l’obiettivo di attivare un sistema a fisarmonica del nostro potenziale, che sia in grado di aprirsi o comprimersi a seconda delle dinamiche di mercato”.

Intervenuto anche il presidente di Agenzia ICЕ, Matteo Zoppas ha sottolineato come “Il vino italiano stia affrontando una fase complessa che vede una vendemmia positiva ma con mercato saturo e dazi USA penalizzanti”. Nonostante un calo del 4% nei volumi di export nei primi cinque mesi del 2025 il valore si mantiene stabile a 3,2 MLD sullo stesso periodo dello scorso anno.”
In particolare sul mercato americano ha dichiarato che “Il mercato americano si conferma strategico e anche se nel periodo gennaio-maggio di quest’anno appare una crescita del 5,79% non bisogna pensare che questo trend possa durare, figlio di logiche di stoccaggio che sta vedendo un sell out sul mercato che non dà per nulla conforto. In questo contesto, ICE Agenzia rafforza il suo ruolo a supporto del Made in Italy sostenendo le imprese italiane con strategie diversificate. Tra queste l’organizzazione di Vinitaly USA Chicago e Simply Italia a Miami e Dallas. Nel primo semestre 2025 abbiamo già realizzato 20 iniziative promozionali dedicate al vino, che hanno coinvolto oltre 240 aziende del settore e 440 operatori, e altre 35 sono in valutazione”.
֎ ֎ ֎

